Formazione
Una delle caratteristiche più affascinanti della professione informatica è la
spinta verso una reale formazione continua.
Tanto l’alternarsi dei progetti che la definizione di nuovi standard e l’evolversi delle
tecnologie rendono necessario un apprendimento costante, attività particolarmente congeniale per
una curiosa del mio calibro.
Attualmente, oltre a un assiduo aggiornamento delle competenze su (X)HTML e
fogli di stile, sto approfondendo lo studio dello standard Dublin Core nell’ambito dell’ottimizzazione
dei siti per i motori di ricerca (SEO).
Internet offre un vasto panorama di risorse, che pubblicherò nella sezione
dedicata prossimamente.
Agli interessati consiglio anche la lettura di Cascading Style Sheets di
Eric A. Meyer, edizioni O’Reilly.
Inoltre, ho ripreso una delle mie passioni di sempre: l’arte. Con l’ingresso nell’Associazione Culturale Parrellarte ho l’opportunità di lavorare accanto ad artisti di fama internazionale, e quindi, sto ’rispolverando’ le mie conoscenze sulla storia dell’arte. La lettura di Dietro l’immagine. Conversazioni sull’arte di leggere l’arte, del compianto Federico Zeri, è adatta a tutti, anche ai non addetti ai lavori. Rappresenta anche un valido esempio di come si possa comunicare di materie specifiche senza essere ’didascalici’, con un linguaggio semplice ed efficace.
Un altro testo basilare sulla storia dell’arte è Gillo
Dorfles Ultime Tendenze nell’Arte
d’Oggi, che offre un quadro generale dei movimenti artistici del
secolo appena trascorso.
Degno di nota anche Giulio
Carlo Argan, Achille Bonito Oliva: L’arte moderna 1770-1970 -
L’arte oltre il Duemila, Sansoni, ricco di tavole a colori commentate.
Ma la formazione di base nel campo della storia dell’arte la devo agli anni del liceo scientifico e ai bei testi di Storia dell’arte italiana (purtroppo dispersi nel devastante terremoto che sconvolse anche Potenza il 23 novembre 1980) di Giulio Carlo Argan, oltre che alla passione trasmessa dal professore e artista Mario Vasta.
Pur essendo appassionata di musica fin dalla più tenera età,
mi sono avvicinata da autodidatta all’informatica musicale
solo nel 2004, con lo studio del volume Fare musica
con il PC, ed. APOGEO e vario altro materiale disponibile in rete, allo
scopo di acquisire nozioni sul protocollo MIDI
e sui vari formati audio/video, per poter
offrire contributi audio e video nei siti da me realizzati. Da tale studio ho
acquisito una buona dimestichezza con i programmi aperti Lame (per la
conversione fra vari formati audio), Audacity, per
l’editing delle tracce sonore.
Con tali programmi ho prodotto i file MP3 sui siti di Emma Borgi e Parrellarte.
Naturalmente, queste passioni non sono mondi separati, tanto più che
mi occupo di multimedialità
sin dal 1987.
Così, da un po’ di anni ho iniziato a interessarmi della relazione
tra arti diverse, in particolar modo tra arti visive e musica, e, ma questo è un interesse in embrione, tra musica e forme
verbali, prima incuriosita dal fenomeno delle sinestesie, poi dal rapporto, anche lessicale, che intercorre
tra le diverse forme di arte.
Quando si fa questo parallelo la danza è la forma artistica che salta
alla mente per prima. Cinema e teatro, con fotografia, colonne sonore e scenografie (chi non ricorda quelle fantastiche di Lele Luzzati, recentemente esposte in diverse città
italiane e riproposte a teatro?) seguono immediatamente. Ma a me interessa
particolarmente il legame fra pittura e musica, con uno sguardo verso il multimediale.
Finito di leggere il bellissimo Musicofilia
di Oliver Sacks, in cui il neurologo inglese dedica un
intero capitolo alle sinestesie, mi accingo ad approfondire questa tematica
con i testi di Kandinskij, prima
di approdare al suo carteggio con Schönberg e all’approfondimento
delle opere di Mondrian legate alle partiture
musicali.

